L'isolo di San Francesco
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San Francesco del Deserto e la storia della Laguna Veneta: grande partecipazione alla conferenza di Cadoneghe

Locandina della conferenza

Grande partecipazione alla conferenza con Marco Molin e Giovanni Mari

Una sala attenta, partecipe, profondamente coinvolta.

La conferenza dedicata all’Isola di San Francesco del Deserto ha regalato al pubblico una serata intensa, ricca di contenuti storici, spirituali e identitari.

Protagonisti dell’incontro il professor Marco Molin, fondatore e direttore del Centro Studi Torcelliani, e Giovanni Mari, scrittore e ricercatore di Storia Veneta, che hanno accompagnato i presenti in un viaggio attraverso le radici più profonde della Laguna Nord

🏝 Un’isola tra storia, leggenda e spiritualità

L’Isola di San Francesco del Deserto non è solo un luogo suggestivo immerso tra barene e silenzi lagunari. È un punto nodale della storia veneziana.

Il professor Molin ha ricostruito con rigore documentario il contesto storico:

  • l’arcipelago torcellano, molto più vasto di quanto oggi immaginiamo
  • le oltre 300 isole un tempo abitate o documentate
  • il ruolo centrale di Torcello prima dell’ascesa definitiva di Venezia
  • le trasformazioni ambientali e politiche della laguna

Attraverso fonti d’archivio, documenti conservati tra Venezia, la Curia e il Vaticano, è emerso come l’isola fosse già nel Duecento proprietà della famiglia Michiel.

Ed è proprio qui che la tradizione colloca il passaggio di San Francesco d’Assisi, durante uno dei suoi viaggi nel Nord Italia.

📜 Il documento del 1228 e la nascita del convento

Uno dei passaggi più affascinanti della serata ha riguardato il documento con cui Jacopo Michiel, pochi anni dopo la morte del Santo (1226), dona l’isola ai suoi seguaci.

Un atto che fa riflettere:

perché donare un’isola ai frati francescani se nulla fosse accaduto?

Da quel momento l’isola delle “due vigne” diventa progressivamente San Francesco del Deserto, unico convento della laguna nord sopravvissuto alle soppressioni napoleoniche.


✝ Francesco: oltre il cliché del “santo degli uccelli”

Uno dei momenti più intensi dell’intervento di Molin è stato l’approfondimento sulla figura autentica di San Francesco.

Non un semplice pacifista romantico, ma un riformatore radicale, capace di:

  • scegliere la povertà in modo rivoluzionario
  • riformare la Chiesa dall’interno
  • obbedire all’autorità ecclesiastica pur vivendo una radicalità evangelica
  • generare un movimento spirituale che cambierà la storia europea

È stato ricordato come il francescanesimo abbia attraversato tensioni, scissioni, riforme e nuove fondazioni (conventuali, osservanti, cappuccini), influenzando profondamente anche Venezia.


🌊 La laguna come luogo di approdo e quarantena

Interessante anche il richiamo storico alla funzione strategica dell’isola:

  • punto di approdo per chi arrivava dal mare
  • luogo di possibile quarantena
  • avamposto nel sistema portuale tra Torcello, Mazorbo, Burano e Jesolo

La laguna nord emerge così non come periferia, ma come centro vivo di scambi, spiritualità e memoria.


👏 Un pubblico attento e partecipe

La sala ha seguito con grande interesse ogni passaggio, dimostrando quanto sia forte il desiderio di riscoprire le proprie radici.

Le domande finali e il dialogo tra relatori e pubblico hanno reso la serata ancora più viva.


🍷 Un momento conviviale per concludere

A chiudere l’incontro, un apprezzato mini banchetto offerto a tutti i presenti:

un’occasione semplice ma preziosa per continuare a confrontarsi, condividere impressioni e vivere la cultura anche come momento di comunità.


🤝 Il sostegno dell’Amministrazione Comunale

Un sentito ringraziamento va all’Amministrazione Comunale per la costante attenzione e vicinanza alle iniziative culturali del territorio.

In particolare, si ringraziano per la loro presenza il Vicesindaco Sara Ranzato e il Consigliere Nicola Pasqualotto, la cui partecipazione testimonia l’importanza di promuovere e sostenere momenti di approfondimento storico e culturale dedicati alla comunità.


🙏 I ringraziamenti

Un sentito grazie al professor Marco Molin per la competenza, la passione e la profondità del suo intervento.

Grazie a Giovanni Mari per il dialogo attento e per il costante impegno nella valorizzazione della storia veneta.

Grazie a tutta la Pro Loco per l’organizzazione impeccabile.

E grazie allo splendido pubblico, che con la sua presenza e partecipazione rende possibile tutto questo.

La storia della Laguna Veneta non è solo passato.

È identità viva, da conoscere, custodire e trasmettere

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